27 Lug

Pizza napoletana fatta con acqua di mare.

Pizza napoletana all’acqua di mare: sembra solo una manovra pubblicitaria per il lancio di qualche prodotto o locale, invece è una realtà con fondamenti scientifici importanti e protocollo siglato con il CNR, Centro Nazionale Ricerche. Una novità realizzata da un mastro pizzaiolo napoletano Guglielmo Vuolo e l’azienda Steralmar di Bisceglie.

Pizza napoletana impastata con acqua di mare. L’idea nasce dal mastro pizzaiolo napoletano Guglielmo Vuolo che, dopo aver sperimentato a fondo l’impasto, ha deciso di servire esclusivamente pizza napoletana “all’acqua di mare” nel suo locale “Eccellenze Campane”.
Perchè mettere acqua di mare nell’impasto della pizza napoletana?
Nel sale da cucina c’è quasi esclusivamente cloruro di sodio, molto dannoso per la salute, nell’acqua di mare ci sono invece ben 92 diversi elementi della tavola periodica.
L’acqua del mare, naturalmente, non è quella che si può raccogliere lungo la costa, ma un prodotto microbiologicamente puro a uso alimentare, realizzato dalla Steralmar di Bisceglie, dopo una lunghissima sperimentazione sulla base di un protocollo d’intesa siglato con il Cnr (Consiglio Nazionale delle Ricerche) il 9 maggio 2012. L’obiettivo è riuscire a sostituire il sale con l’acqua di mare, sia nell’alimentazione, sia nella produzione di cibo, anche a livello industriale.
L’impasto della pizza napoletana studiato da Vuolo si basa su una tecnica complessa, che richiede una lunghissima lievitazione (oltre 20 ore), a temperatura ambiente, perchè l’assenza totale di sale e di cloruro di sodio crea problemi alla preparazione dell’impasto. Problemi che l’esperto pizzaiolo ha superato in questi mesi “creando – spiega – una pizza napolenata più leggera, soffice, digeribile, attenta al benessere e al piacere del palato, consentendo la scoperta dei gusti autentici degli ingredienti”.
Chissà se Guglielmo Vuolo ha mai provato la nostra farina Partenope per la sua pizza napoletana?
Partenope è una farina di grano tenero 00 prodotta con una macinazione lunga e a basso numero di giri, che permette di non danneggiare l’amido e di ottenere un prodotto ricco in estrazione proteica e facilmente lavorabile. La selezione accurata di grani italiani ed esteri garantisce la costanza assoluta del prodotto, privo di additivi e disinfestanti.
(Fonte della notizia: Ansa)