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09 feb

Macinazione Lendinara a Biofach 2018, la fiera del biologico di Norimberga

Mercoledì 14 febbraio inizia Biofach, la fiera internazionale del biologico di Norimberga che ci vedrà protagonisti con un laboratorio di pasta fresca dedicato alla qualità e alla tradizione.

Al padiglione 4, stand numero 4-727, troverete il nostro staff pronto a presentarvi le nostre miscele Fibra e Freeflour, due nuove linee che coniugano qualità, bontà e salute, insieme al laboratorio di pasta fresca capeggiato dal nostro maestro di arte bianca, il tecnologo Carmelo Loiacono, che per l’occasione vi farà assaggiare pasta fresca preparata al momento con le nostre farine abbinate ai migliori sughi della nostra tradizione, dalla puttanesca siracusana all’arrabbiata, dal pesto siciliano per poi salire in Liguria e arrivare al pesto genovese, tutto rigorosamente biologico e made in Italy.

In preparazione di questa nuova edizione del Biofach proponiamo gli ultimi dati statistici di un settore in forte crescita, come evidenzia la ricerca di Nomisma commissionata da Assobio e Federbio.

Il mercato del biologico. Tutti i dati 2017 aggiornati.

“Oggi c’è un ampio ritorno dei giovani all’agricoltura e la scelta di questi ultimi è sostanzialmente biologica: solo dal 2013 al 2016 il numero di aziende agricole biologiche è aumentato del 40%, mentre nell’agricoltura tradizionale in vent’anni l’ISTAT ha registrato un crollo del 46%. Il biologico non è un ritorno al passato ma rappresenta il futuro”.

ll 2017 si conferma l’anno del biologico. Gli ultimi dati di scenario presentati al Marca di Bologna da Silvia Zucconi, responsabile Market Intelligence di Nomisma nell’ambito del convegno Il treno del biologico è partito, promosso da AssoBio (www.assobio.it), Nomisma e FederBio Servizi, non lasciano alcun dubbio: il trend è in continua espansione.

Bilancio 2017 più che positivo: le vendite di biologico in Italia hanno raggiunto i 3,5 miliardi nel mercato domestico (+ 15% rispetto al 2016 e + 153% rispetto al 2008) a cui si aggiunge il dato dell’export del bio made in Italy che vale quasi 2 miliardi e pesa per un 5% (+ 16% rispetto al 2015, + 408% rispetto al 2008) sul totale dell’export agroalimentare italiano (la cui crescita rispetto al 2008 si ferma al + 45%).

Le vendite bio (domestiche + export) hanno superato i cinque miliardi (+ 9% rispetto al 2016 e + 218% rispetto al 2008). Ma il 2017 è stato soprattutto l’anno del boom dei prodotti biologici nella GDO (+ 16,6%, giro d’affari di 1 miliardo e 451 milioni – dati Nielsen) con un + 14% di vendite negli ipermercati e un + 18% nei supermercati. Balzo importante – soprattutto se letto a confronto con la crescita assai più limitata dell’intera categoria food & beverage (+ 2,8%) – nonostante una pressione promozionale inferiore del bio (media 21%) rispetto all’alimentare convenzionale (media 31%).

La crescita emerge anche dal ruolo del bio sul carrello della spesa: nel 2017 la spesa bio incide per il 3,4% sugli acquisti alimentari, quota più che quadrupla rispetto al peso registrato nel 2000 (0,7%).

“I numeri parlano di una progressiva e imponente affermazione e il bio – continua Zanoni – è destinato a crescere nelle in tutti i canali d’acquisto. È importante far presente che nel nostro settore non è sufficiente lavorare bene ma è necessario assicurarsi che anche gli altri facciano lo stesso.

Dobbiamo comportarci tutti in maniera corretta: per vincere e mantenere la fiducia del consumatore non vanno commessi errori”. Come si vede dalla ricerca di Nomisma, il consenso è ormai diffuso e trasversale e a promuovere il bio sono interlocutori autorevoli e super partes tra cui nutrizionisti e in particolare medici pediatri.

E il disegno di legge passato alla Camera sottoscrive che l’agricoltura biologica rappresenta un’attività di interesse nazionale con funzione sociale, in quanto attività economica basata sulla qualità dei prodotti, sulla sicurezza alimentare, sul benessere degli animali e sulla riduzione delle emissioni inquinanti”.

I prodotti biologici sono sempre più richiesti, apprezzati e alla portata di tutti: nel 2017 il 78% delle famiglie italiane ha acquistato in almeno un’occasione un prodotto bio e solo nell’ultimo anno, il numero di famiglie acquirenti è cresciuto di 1 milione a dimostrazione del fatto che il Belpaese ha ormai abbracciato il biologico come filosofia di consumo.

La Survey Nomisma evidenzia inoltre che il 47% degli italiani consuma biologico almeno una volta a settimana – percentuale che sale ulteriormente nelle famiglie con figli sotto i 12 anni (56%) e tra vegetariani e vegani (67%). Chi acquista bio pone grande attenzione all’origine dei prodotti (il 76% ritiene tale attributo molto importante nelle scelte) e al packaging eco-sostenibile (60%). Un quinto delle famiglie investe in media 12 euro su 100 euro di spesa alimentare in prodotti biologici.

Le motivazioni di acquisto dei prodotti biologici attengono principalmente a salute e sicurezza (il 76% degli user acquista bio perché i prodotti sono più sicuri. Nella scelta non c’è però solo fiducia: bio è sinonimo di grande qualità (motivazione driver per il 34% degli user) e rispetto dell’ambiente (29 %).

Ma a incidere sono anche gli assortimenti (29%) sempre più ampi, con scaffali dedicati e una maggiore disponibilità di alimenti bio (sempre più brand tradizionali si stanno aprendo al settore), in particolare nella grande distribuzione. Dal 2001 al 2016 le catene con referenze bio in assortimento sono cresciute del 144% con un corrispondente decisivo ampliamento dell’offerta di prodotti in assortimento (+330%), ma non solo: l’Italia conta anche su oltre un migliaio di negozi specializzati nel biologico.