Mangiare sano, i laboratori di Macinazione Lendinara
10 Ago

Qualche riflessione sul cibo a poche settimane da Sana 2018

A poche settimane dal trentesimo Salone del Biologico di Bologna, che si svolgerà dal 7 al 10 settembre, ci siamo fermati a riflettere sulle nuove tendenze dell’alimentazione, partendo da alcuni studi ma anche da alcune opinioni di addetti ai lavori particolarmente illuminati.

Secondo Italmopa, l’Associazione Industriali Mugnai d’Italia, è calato il consumo di pane fresco: la farina destinata a tale uso è diminuita del 2,4% nell’ultimo anno, mentre la farine destinate alla produzione di pane surgelato sono aumentate del 10%.

Anche il settore pizza è in aumento, con un +2,9% di farine che vanno a incrementare la produzione di pizza surgelata.

Se da una parte quindi cresce la parte “fast” legata alla comodità e alle velocità di preparazione e utilizzo data dai prodotti surgelati, dall’altra aumenta la richiesta di prodotti innovativi ad alto valore aggiunto, di prodotti salutistici e infine di quelli legati al territorio.

Nel complesso la richiesta di farina per i diversi usi è aumentata di circa 49mila tonnellate.

Secondo una ricerca condotta da Coop Italia su un campione di 7mila persone e pubblicata sulla rivista “Consumatori” la domanda di prodotti alimentari in Italia è composta da un 33,3% di tradizionalisti che seguono le abitudini tramandate in famiglia e legate ai cibi e alle ricette tipiche nostrane; un altro 30% è invece composto dagli “innovatori”, suddivisi tra biologico/salutisti (9,6%), vegetariani e vegani (8,3%) e freefrom o “senza” – glutine, latte, lattosio, zucchero, olio di palma, etc… – (9,6%).

Da non sottovalutare il segmento dei low-cost (12,2%) che guardano come primo fattore di scelta il prezzo e in seconda battuta il resto (bio, km 0, vegano, tradizione…) e l’emergere degli “iper-proteici” che da soli raggiungono il 6%.

Infine, una fetta “grigia” di intervistati pari al 19,3% indica di non avere uno stile alimentare preciso.

Come è facile immaginare la bilancia maschile pende maggiormente per la dieta tradizionale oppure iper-proteica, diversamente le donne sono più inclini a scegliere prodotti vegetariani e vegani, biosalutisti e freefrom.

Per quanto riguarda i picchi di età la scelta di abbandonare la carne raggiunge il suo massimo dai 23 ai 35 anni che è la medesima fascia di età desiderosa di cibi iper-proteici; i più avvezzi a comprare i cibi bio sono gli adulti dai 46 ai 55 anni mentre i “senza” emergono soprattutto dai 36 ai 45 anni.

Ma il gusto del cibo dove finisce in tutta questa mole di dati e tendenze?

Ce lo racconta il volume interessante “La felicità ha il sapore della salute” dello chef Vittorio Fusari e del medico e nutrizionista Luigi Fontana, un invito a rientrare in cucina, fare la spesa al mercato, sfatare il marketing alimentare e falsi miti legati al cibo, per nutrire non solo il corpo ma anche lo spirito.

“Mangiare sano non significa pesce bollito e verdura scondita. Mangiare sano vuol dire mangiare bene, con i giusti ingredienti, con le corrette quantità e proporzioni, abbinando quella combinazione di sapori e colori che gratificano mente e corpo” – sostiene lo chef Fusari su Sala&Cucina a cui si associa il dottor Fontana – “Del resto quando Ancel Keys arrivò nel Cilento per capire come mai non esistevano malattie cardiovascolari in quell’area italiana, scoprì un modello alimentare fatto di legumi, cerali, pasta e pane fatto in casa, tante verdure e come condimento principale l’olio extravergine d’oliva”.

Con questi consigli, che facciamo nostri, vi ricordiamo

di venirci a trovare al Sana, padiglione 21 stand B65:

troverete due laboratori di pasta fresca, uno condotto dal nostro tecnologo e maestro di arte bianca Carmelo Loiacono, che vi spiegherà l’utilizzo delle nostre farine biologiche e freefrom attraverso l’impiego di una macchina per la pasta.

Il secondo laboratorio è a cura del mastro sfoglino bolognese Leonardo Iacono, che vi svelerà tutti i segreti per la pasta fresca fatta a mano, dalle tagliatelle ai tortellini. Tutto rigorosamente biologico, salutare e secondo la nostra tradizione, ma con qualche punta di innovazione e creatività.

Perché in cucina c’è più gusto quando se si “cucina da bio” con le nostre farine!

 

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